Connettività come fattore abilitante

Dr. Raffaele Carino
Network Service Delivery Manager presso Ericsson.

Da amanteano partecipa in remoto, con il proprio contributo da esperto, al Laboratorio d’idee Civitas

Nel settembre del 2015 I paesi ONU, riuniti in assemblea generale, hanno firmato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile disegnando lungo 17 direzioni (Sustainable Development Goals, SDGs) il tracciato per lenire la povertà e proteggere il pianeta, assicurare a tutti i suoi abitanti pace e prosperità (world leaders committed to end poverty, protect the planet and ensure that all people enjoy peace and prosperity). Una leva importantissima che sta alla base di quasi tutti gli obiettivi di cui sopra è per certo la connettività.

Senza di essa, non può esserci Pubblica Amministrazione connessa e vicina ai cittadini, non può esserci telemedicina, istruzione a distanza, sviluppo imprenditoriale, conoscenza e rete di impresa. In una parola non si può competere, manca l’infrastruttura e di conseguenza l’arena dove tutto avviene e prende forma e sostanza.

Il Digital Economy and Society Index (DESI) attua un monitoraggio Europeo sulla performance digitale, traccia il progresso dei paesi membri della EU nella competizione digitale. Fornisce, a ogni stato membro, dati sullo stato dell’arte della digitalizzazione e, facendo ciò, li aiuta a identificare le aree di miglioramento e quindi bisognose di investimenti, azioni e di attenzioni. L’indice generale DESI è la media pesata di 5 importanti indicatori:

  • Connettività
  • Capitale Umano
  • Uso dei Servizi Internet
  • Integrazione della tecnologia Digitale
  • Servizi Pubblici Digitalizzati

Il documento DESI si basa sui dati raccolti nel 2019, per cui restituisce lo stato della economia digitale prima della pandemia dovuta al Sars-Cov2. La crisi dovuta alla pandemia ha acuito di molto la necessità di una reale ed effettiva digitalizzazione della società italiana, in particolare a riguardo degli indicatori DESI. Come si può apprezzare visionando la figura della slide seguente, l’Italia è posizionata agli ultimi posti tra i 28 stati membri EU, penso non sia una novità per voi tutti. Se ne parla da anni e, in effetti, molti governi che si sono succeduti nelle precedenti decadi ne hanno fatto sfoggio continuo. In verità ci sono stati molti tentativi volti a recuperare posizioni, alcune volte lodevoli altri fallimentari. Ma non è di questo che vorrei parlarvi con questo contributo.È un dato di fatto, un ente terzo, sotto l’egida delle EU ci ritiene non all’altezza di una nazione che vorrebbe fare della digitalizzazione e della Intelligenza Artificiale un fiore all’occhiello.

Digital Economy and Society Index (DESI)

Prendiamo, quindi in considerazione un solo indicatore DESI, la Connettività. Non perché gli altri siano meno importanti, tutt’altro, ma, come detto in apertura, se manca la connettività è evidente che gli altri indicatori non possono avere pesi di rilievo. Non può esserci la digitalizzazione degli uffici pubblici né uso dei servizi internet, non si può far crescere il capitale umano e via dicendo. Ci sarebbe da discutere, e molto, anche sugli altri indicatori, lo faremo in seguito.

Concentriamo la nostra attenzione sulla figura della prossima slide.

La situazione italiana è subito sotto la media europea, anche qui agli ultimi posti della classifica dei 28 stati membri della EU. Siamo in presenza di un fattore davvero inabilitante.

Non è solo la ridotta capacità di navigare in internet, che in parte esiste (mettendo insieme rete fissa e mobile), ma quanto la mancanza del raggiungimento di velocità costanti e sicure come da direttive della comunità europea, ma, e soprattutto, la non capacità di creare massa critica, di aggiungere servizi, di creare la fertilizzazione di un ambiente e un humus che possa accendere il circolo virtuoso della domanda e dell’offerta.

Digital Economy and Society Index (DESI) – Connectivity

Concentriamoci adesso sulla zona del basso tirreno cosentino.

Le 2 slide successive danno l’idea della copertura fisso-cablato e mobile.Le mappe ci informano di una situazione che necessita di interventi importanti e urgenti. Sul fisso-cablato non si va oltre 60 Mbit/sec nominali, moltissime zone sono abbondantemente sotto quella soglia. Sul mobile, solo in alcune zone si intravede una copertura 4G, su questa tecnologia si devono considerare le differenti coperture degli operatori presenti in zona, per cui la reale copertura può essere ancora peggio di quella rappresentata in figura. In ogni caso la copertura mobile è importante anche per i servizi dati oltre che per la voce, ma va detto che la velocità del servizio dati è inversamente proporzionale con il numero di utenti connessi in quel dato momento.In sintesi se non ci sono cablature in fibra le velocità che contraddistinguono società evolute (>>100Mbit/sec) non si possono raggiungere.

La legenda con cui interpretare la slide successiva è mostrata qui sotto.

Copertura Fisso Cablato
Copertura Rete Mobile, Tutti gli Operatori

Piccoli comuni o metropoli non fa differenza, la banda ultra larga annulla le disparità e aiuta l’economia e il territorio a ripartire. Se vogliamo avere una possibilità di crescita, economica, culturale, sociale, dobbiamo velocizzare i nostri progetti e pensieri. Senza avere una rete a impulsi luminosi la trasmissione delle idee è di molto ritardata in una società iperconnessa, noi non siamo connessi!

Tutto ciò non deve essere un sogno, dobbiamo forzare affinché si costruisca l’autostrada digitale che in questi mesi di chiusura dovuta alla crisi pandemica è stata più volte agognata. Senza non può esserci crescita del capitale umano, mi sembra davvero chiaro oramai a tutti.

Se vogliamo che la nostra splendida costa e il nostro meraviglioso entroterra abbiano possibilità di crescita dobbiamo per prima cosa creare le infrastrutture, è davvero un annoso problema per tutto il meridione quello citato, basti pensare alla strada ferrata (alta velocità) e alle autostrade (solo da poco tempo a questa parte possiamo dire di avere finito la SA-RC), se rimaniamo indietro sulla infrastruttura digitale potrebbe essere un colpo da cui sarà difficile riprendersi.

Se davvero non vogliamo lo spopolamento dei nostri comuni dobbiamo batterci per avere quanto detto.

Cosa fare?

Intanto partire dalla consapevolezza che il territorio indicato non ha copertura. Bisogna approfondire lo stato dei progetti per i 9 paesi che compongono l’intero territorio delle nove meraviglie. Farsi promotori verso Infratel e il concessionario Open Fiber delle esigenze e candidarsi alla progettazione e indire una convezione di servizi. Creare un movimento di opinione che spinga verso la realizzazione di queste opere, svegliare la coscienza dei vari operatori che vivono sul territorio (comuni, scuole, imprenditori, opinionisti, strutture sanitarie, categorie).

Non dobbiamo rimanere indietro, si può fare.

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