05. ACCORCIARE LE DISTANZE

Area socio assistenziale, Welfare, Pari opportunità

  • Perché accorciare le distanze?

Il compito che si propone questo laboratorio sarà quello di accorciare, se non addirittura annullare, le distanze che vi sono tra i cittadini e le Istituzioni, si vorrebbe che quando si parla non si dicesse più: “Noi”cittadini e “Loro”Istituzioni, ma che si usasse il termine “Noi” e che con questo termine si intendessero, quindi, persone, Istituzioni, Associazioni e tutti gli altri soggetti presenti sul territorio. In altre parole, si vorrebbe che si creasse una “Rete di collaborazione” per il raggiungimento del bene comune. Vorremmo che tale collaborazione si radicasse nel pensiero, nel modo di ragionare e nel modo fare di tutti e che crescesse solida e forte proprio come un albero (noi abbiamo scelto quello dell’ulivo per le sue radici lunghe e profonde) e che superi le generazioni.Noi vorremmo che si avesse maggiore azione socialeche non si aspetti che faccia lo Stato. La società civile, come dicevo, composta da tutti i soggetti che vivono un luogo, si può e si deve prefiggere degli obiettivi che una volta raggiunti siano a servizio dell’interesse generale. Pertanto, l’obiettivo che ci siamo dati  è quello di far nascere o rinascere quel senso di appartenenzae quel senso civicoche ultimamente sono stati appannati da altro come l’individualismo e la rassegnazione.

  • Ascolto e incontro

In che modo farlo? Partendo dalla popolazione: incontrandola ed ascoltandola. Il nostro obiettivo è quello di ascoltare le Associazioni, le persone ed altri soggetti che hanno voglia di fare qualcosa di buono per il territorio. Il fulcro del lavoro saranno certamente il dialogo e la collaborazione tra i diversi soggetti. Tale formula auspica il dialogo e le proposte dal basso, mi si permetta di fare una considerazione e cioè che ci siamo largamente accorti che la democrazia che delega non basta più, la democrazia deve essere letta nel suo significato che già i nostri Costituenti gli avevano dato e cioè che la Sovranità appartiene al popolo (art. 1, c. 2 Cost.) e quindi è anche partecipazione attiva e si deve ambire all’ equità sociale. Le parole chiave perciò saranno: Aperturaa questo nuovo modo di vivere il territorio; Partecipazione alla vita pubblica e Responsabilità ed Efficacia. Perché si è voluto basare “Civitas” ed in particolare questo tavolo sulla Democrazia Partecipativa? Per fare in modo che vi sia una maggiore garanzia della dignità umana e perché con la Democrazia Partecipativa si dovrà mettere in gioco lo Stato Comunità, cioè noi, che supporterà e dialogherà con lo Stato Apparato, anche perché per dirla in una maniera molto semplice: chi meglio del cittadino che lo vive quotidianamente conosce tutti gli aspetti del proprio territorio?

  • Fare

Il nostro compito sarà quello oltre che di ascoltare, di spronare, appoggiare ed aiutare lo sviluppo di tutte quelle idee che verranno ritenute valide per il raggiungimento del bene comune. Quindi, avrà inizio una seconda fase, che dopo quella dell’ascolto,vedrà il concretizzarsi deifuturi desideratiespressi nella prima fase. Si progetterà. Gli ideatori di qualunque idea e tutti coloro che vorranno aiutarlo concretizzeranno quanto pensato. Vorremmo che da stasera tutti coloro che ne hanno la voglia si impegnassero“per e con l’altro” per migliorare il contesto in cui tutti viviamo. Si porterà avanti il processo di Democrazia Partecipativaprevista dalla nostra legislazione, ma anche dal Trattato di Lisbona del 2007, ma la Democrazia Partecipativa è ormai parte integrante del modo di pensare e di fare in tutto il mondo. Un esempio emblematico lo ritroviamo nel libro di Susan Podziba: Chelsea Story, la cittadina americana citata fino agli inizi degli anni ’90 era una cittadina corrotta chiunque avesse una carica pubblica aveva legami clientelari o aveva a che fare con altre forme di delinquenza (l’amministrazione, il corpo di polizia, i pompieri e via dicendo). Grazie all’impegno dei suoi cittadini la città è rinata ed ora viene presa anche ad esempio. È chiaro che noi non siamo alle condizioni di Chelsea, ma deve darci la carica per dire che noi possiamo fare ancora meglio ed arrivare a dei risultati a dei risultati ancora più lodevoli e soddisfacenti. Ognuno ha il diritto ed il doveredi partecipare alla vita democratica della propria città. Vorremmo che le buone pratiche che già si svolgono sul nostro territorio divenissero contagiose e parte integrante della Buona Politica.

  • Anello di Congiunzione

Il compito principale di questo tavolo sarà quello di agire con cognizione di causa, quindi ci formeremo ed informeremo grazie al contributo che vorranno daretutti coloro che sono vicini a queste tematiche. L’obiettivo è ritornare ad essere “comunità per la comunità”.Sarà fondamentale il dialogo con le Istituzioni, e lo abbiamo ritenuto elemento fondante dell’Associazione tanto da dedicarvi un tavolo, ma anche con la popolazione, perché riteniamo che solo così si potrà avere un cambiamento. Come si potrà comprendere il tavolo del Welfare sarà l’anello di congiunzione tra i vari tavoli e succederà spesso che si intrecceranno delle collaborazioni, perché sapete che molto di ciò che riguarda il benessere di un territorio passa dal welfare. La fatica non è poca, ma con il giusto impegno sono certa che il nostro territorio cambierà in meglio, pertanto spero che vi siano molte persone che si interesseranno al nostro tavolo, che saranno portatori ed esecutori di valori, di interessi della comunità e che, pertanto, daranno il loro contributo per arrivare al bene comune.

Grazie.

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