04. DISEGNARE I LUOGHI SOSTENIBILI

Territorio, Urbanistica, Lavori Pubblici

Intuire la poetica dei luoghi è il compito primario ogni volta che si progetta un nuovo ambiente. Se ciascun intervento dell’uomo incide in modo rilevante sull’estetica del territorio, il paesaggio è il modo più completo per riflettere sul valore dell’habitat. Persino il più semplice atto agricolo definisce un disegno che arricchisce il paesaggio di una qualità del bello.

Si percepisce, allora, quanto sia centrale riflettere sui nuovi concetti di paesaggio sostenibile che possano ristabilire i rapporti territoriali, oramai disorientati, nell’organizzazione delle attività umane. La lettura di un paesaggio come primo atto del progettare richiede la sapienza d’interpretare l’identità dei luoghi. La geografia ci consegna la configurazione morfologica, mentre la storiografia e l’antropologia ne ricostruiscono il processo di trasformazione avvenuto nel tempo.

Il paesaggio calabrese è caratterizzato da particolari proprietà fisiche. La sua conformazione orografica molto acclive, particolarmente esposta al dissesto idrogeologico, è fissata in un’immagine di forte alterazione, contrastata tra la verticalità articolata dei monti e la rigorosa orizzontalità del mare. All’interno di questa drammatica liricità dei luoghi, l’opera dell’uomo s’inserisce con notevole difficoltà e questo complesso processo finisce per diventare l’elemento caratterizzante del paesaggio calabrese.

In particolare, nel nostro comprensorio abbiamo una peculiarità di piccoli borghi arroccati sui monti, incastonati nel suolo come gioielli, con piazze aperte sul mare. Un mare che è presente e si percepisce da tutti i punti anche quelli più interni. Un paesaggio che ritrova, proprio in quest’avvincente varietà orografica, un’espressione del bello.

E’ uno spazio articolato, dove si tessono diverse tracce e frammenti: le forti incisioni che le fiumare imprimono sul territorio, l’aspetto aspro e roccioso dei monti, la fluidità delle infrastrutture spesso costrette in bilico fra le alture, conforma una spazialità frammentata, fatta di sequenze prospettiche, di singoli punti che aprono continui orizzonti, rendendo costantemente mutevoli i rapporti tra le cose.

E’ intorno a quest’attenzione per i luoghi e a un rinnovato rapporto tra architettura e natura, tra storia, cultura estetica dell’ambiente e realtà di progetto che si formalizzeranno gli studi specifici nel laboratorio dei luoghi sostenibili

Se, oltre alle bellezze, sappiamo dare un senso figurativo persino al non-finito, all’incuria e al precario che pur sono presenti; se sappiamo trovare i parametri che rendono le peculiarità del nostro paesaggio sempre un valore con una cifra espressiva evidente, allora possiamo costruire una sintesi visiva che rende i nove borghi un’unica identità. Nel laboratorio si alterneranno fasi di studio e analisi del territorio, per raccogliere dati e presenze estetiche, naturalistiche e architettoniche, che caratterizzano il paesaggio del nostro comprensorio, per compiere collegamenti e strategie d’intervento armoniche con il Genius Loci de Le Nove Meraviglie.

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